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Autore Discussione: East Africa - Kenya, Tanzania, Uganda  (Letto 444 volte)
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« inserita:: 22 Settembre 2009, 10:09:55 »

Erano parecchi mesi che aspettavo il giorno in cui sarei tornato in Africa… Sono un viaggiatore atipico che fa delle sue tappe dei semplici giorni di un'altra vita… Questo inverno, avevo programmato il mio mese in East Africa. Volo per Nairobi, 4X4 e tanta voglia di osservare… L’Uganda e la sua gente, i gorilla e i paesaggi incantati; la Tanzania con i suoi parchi e infine il Kenya con il suo mare…
 
La poca organizzazione a volte spaventa, ma è il modo migliore di conoscere e vivere i posti in cui si passa. La nostra avventura comincia subito tra le strade di Nairobi, dove ci perdiamo ad ogni svolta che decidiamo di imboccare… il nostro tragitto si rivelerà più lungo del previsto e la nostra macchina più lenta degli immensi e spericolati camion che sfrecciano sulle piste sterrate che dividono la capitale da Kisumu (sul lago Victoria). Il giorno seguente giungiamo subito al confine con L’Uganda presso Busia. I controlli alla dogana sono lenti e macchinosi e essendo gli unici bianchi nel raggio di centinaia di km ci rende il centro dell’attenzione di tutti i procacciatori di affari… Subito dopo il confine ci dirigiamo verso Kampala dove ci imbottigliamo in ingorgo megagalattico…
 
La serate in africa passano in pieno relax mentre si scambiano quattro chicchere con persone del luogo e viaggiatori. Il mattino seguente ci mettiamo in marcia per raggiungere il Marchision Falls National Park, i km sono tanti e qui diventano infiniti. A farti compagnia ci sono i paesaggi incantevoli e veriegati. Una moltitudine di visi e occhi che ti guardano affascinati e incuriositi da un mondo lontano…  Il parco è piacevole e  la gente che lo visita è poca… sembra di essere gli unici a esplorare questa zona incontaminata. Di sfuggita riusciamo a vedere una leonessa che si allontana nella sterpaglia ma le alture che dominano sulle distese piene di giraffe sono davvero bellissime. Usciti dal parco verso Hoima ci fermiamo lungo il tragitto per comprare della canna da zucchero da un anziano costretto a trasportare centinaia di canne verso il suo villaggio… Gustosa e saporita ci rifocilla e disseta rendendo il solito lungo tragitto, particolare e piacevole…
 
Il giorno seguente ci aspettano 200 km di sterrato in pessime condizioni. 7 ore tra una buca e un cratere… e la nostra 4x4 che inizia ad avere problemi… La fatica è molta ma la moltitudine di villaggi che attraversiamo ci fa vivere una delle esperienze più belle del viaggio. In uno dei tanti passaggi, lungo il nostro tragitto ci riposiamo facendo quattro passi e regalando alcuni indumenti a donne e bambini del luogo che ci ringraziano inginocchiandosi davanti a noi… Gli occhi di quelle persone non li dimenticherò mai… Fort Portal è una tipica cittadina africana, caratterizzata da caos, traffico e centinaia di persone che lavorano nelle loro botteghe… Portiamo la nostra macchina da uno dei tanti meccanici. Cambiano le pipette e le candele…
 
Il Queen Elizabeth ci aspetta ma prima dobbiamo trovare un po di benzina al mercato nero perche da queste parti è finita e ai benzinai si litiga per avere qualche litro…. Alla fine travasiamo 2 taniche nel serbatoio e ci incamminiamo per raggiungere il Kazinga Channel dove ci imbarchiamo per l’ultimo safari in barca. Uccelli e animali di ogni genere… La luce è ottima e riesco a fare qualche scatto… arriviamo al campeggio che è ormai buio ed è la notte di natale… tentiamo di cucinare un po di carne alla brace comprata in una delle baracche incontrate lungo il tragitto… In lontananza si sentono dei leoni… siamo ospiti nel loro ambiente naturale… speriamo di non disturbarli… Purtroppo la nostra macchina ha ancora dei problemi ma non riusciamo a capire cosa… Intanto al mattino affrontiamo un lungo trekking al Kiabora Gorge per  per vedere gli scimpanzé ma purtroppo siamo sfortunati e facciamo solo una lunghissima sudata nella foresta cresciuta nel chenyon di un fiume… Raggiungiamo per il pranzo Ishasha, dove poi torneremo… e in serata raggiungiamo Bwindi per vedere i gorilla… Al mattino mi sveglio emozionato al pensiero dei gorilla. Tra noi e loro ci sono 60 km di strada circa. Quando arriviamo ci sono delle guardie e dei portatori che ci aspettano. Il gruppo è gia partito alla ricerca della famiglia Bitukura…
 
 La foresta è molto fitta e umida, scendiamo vertiginosamente mentre la guardia contatta via radio il gruppo di persone che ci precedono. Decidono di farci risalire e ci trasferiamo in macchina più Avanti di circa un km. Scendiamo nuovamente per neanche 100m e vediamo gli altri turisti accovacciati davanti al Silver Back. Inizia lo spettacolo di emozioni… Per descrivere questi momenti ci vorrebbero centinaia di pagine, è una esperienza unica che sicuramente rifarò! La giornata è fortunata e di ritorno verso Ishasha partecipiamo una delle cose più emozionanti che abbia vissuto… 3 giovani leoni ci sbarrano la strada su un ponte… ci fermiamo e li osserviamo per interminabili minuti… Nella notte rivivo le scene viste nella giornata e in lontananza ancora i leoni che mi fanno compagnia con i loro ruggiti… Ishasha è un luogo fantastico e il parco Queen Elizabeth ha un fascino del tutto particolare…
 
MIO VIDEO YOUTUBE: <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/58rRLYUMQGY&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/58rRLYUMQGY&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
Il nostro viaggio in Uganda va verso il termine, ma ci aspetta la Tanzania. Raggiungiamo il confine in un paio di giorni e giungiamo a Bukoba per imbarcarci sulla nave Victoria per raggiungere Mwanza. Il viaggio è infinito e l’attesa del caricamento di milioni banane sulla nave è uno degli spaccati d’Africa. La nostra macchina viene caricata per ultima tramite una gru sul ponte della nave, dopo 12 ore di carico di banane e persone. Il lago Victoria luccica di verde fosforescente nella notte, mi addormento in un caldo asfissiante ma al mattino raggiungiamo la città di Mwanza, e non siamo affondati… Il Serengeti ci aspetta. Purtroppo la nostra macchina ripresenta costantemente un grosso problema e giunti nel parco ci troviamo a dover combattere con la risoluzione del problema che nessuno riesce a capire… tra un imprecazione ed un'altra affrontiamo il nostro vero primo safari del Serengeti. Subito capiamo che è un posto speciale, ricco di animali come nessun altro posto visto. Ci dirigiamo verso i Kopjes dove incontriamo un bellissimo maschio che ruggisce  e urina tra i sassi e la sterpaglia. Più avanti ci sono sciacalli che banchettano con i resti di un attacco felino… La macchina di colpo si ferma così mi dirigo verso il centro meccanico del parco dove finalmente capiamo che la bobina è ormai cotta! Il problema è che siamo nel nulla e nel nulla di certo non c’è un negozio di ricambi… Ma proprio perche siamo in africa accade ciò che da noi non potrebbe mai accadere… Un signore che lavora e vive all’interno del parco ha sulla sua jeep una bobina uguale alla nostra… Davanti ai miei occhi la smonta dalla sua macchina e la monta sulla nostra…  Il problema è risolto e possiamo tornare ai nostri safari. Le nostre giornate filano veloci alla ricerca del leopardo o di qualche immagine speciale… I nostri occhi sono pieni di ricordi e immagini speciali… Nella distese infinite della savana, migliaia di gnu e zebre, è un paradiso terrestre, regnano gli animali con i loro versi, le loro corse e i loro giochi. L’uomo può e deve solo guardare!
 
Finita l’avventura nel Serengeti ci dirigiamo verso il cratere NgoroNgoro. Il fascino di questo luogo è lontano millenni dai nostri mondi. Un immenso cratere posizionato all’interno del NgoroNgoro Conservation Area. Al suo interno un particolare ecosistema completamente diverso da quello presente sulle vette che lo circondano. Sul bordo dove campeggiamo il clima di notte è freddo  e l’escursione termica è davvero notevole. Dentro il cratere si alternano tratti di Savana, tratti di palude e zone montane molto verdi. Contrasti ed equilibri, sono il motore di questo posto fantastico!
 
Quando lasciamo il parco mi accorgo che la Mia Africa sta finendo… Un asfalto perfetto, morbido e noioso costruito dal governo Giapponese chissà per quale interesse… ora ci vogliono solo 2 ore per fare 120 km e raggiungere Arusha, caotica e polverosa… La pace della natura non c’è più e ci sentiamo quasi violentati dalla civiltà. Dopo Arusha, raggiungiamo Moshi alle falde del Kilimanjaro. Dopo la città puntiamo al mare… Prima Peponi in Tanzania, poi l’isola di Wasini in Kenya, Mombasa e infine Nairobi… Ma questa non è più la vera Africa e noi non siamo più gli Abasungu…
 

Abasungu: Quando sei nel cuore d’Africa susciti scalpore. Da sempre il bianco è l’opposto del nero, così come la terra e il mare: si sfiorano, si toccano, a volte si sovrappongono ma sono pur sempre diversi. Le diversità attraggono e incuriosiscono ed è per questo che uno come me in mezzo all’Africa, desta scalpore. In Uganda si manifesta con tanti sorrisi, con tanti cenni di cortesia… ma è nell’animo dei più piccoli che trovo la migliore espressione di stupore di un nero che vede un bianco… Abasungu, un suono dolce strillato come nel più divertente dei giochi, il sorriso fatto di denti e di occhi ed le entrambe le mani a salutarti. Saltellano, corrono, ti inseguono e mentre strillano Abasunguuu, ti salutano e strillano forte che tutti lo possano sentire, così che tutti si aggiungano a quel coro… e così ti trovi circondato da decine di bambini che salutano e sorridono, che infondo infondo giocano e danno il loro benvenuto all’uomo bianco…

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