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Autore Discussione: Danimarca in inverno...  (Letto 232 volte)
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« inserita:: 01 Febbraio 2010, 14:16:39 »

Partenza 29 Dicembre 2009 e rientro 5 Gennaio 2010

Volo Ryanair (176.86 EUR per 2 persone con 2 bagagli imbarcati):

GOING OUT

From Rome Ciampino(CIA) to Billund(BLL)
Tue, 29/DECEMBER/2009 Flight 9633 Depart CIA at 0635 and arrive BLL at 0925


COMING BACK

From Billund(BLL) to Rome Ciampino (CIA)
Tue, 05/JANUARY/2010 Flight 9634 Depart BLL at 0950 and arrive CIA at 1235

Nuovamente in volo con Ryanair con destinazione Billund. Gli ultimi minuti di volo mi permettono di ammirare la Danimarca dall’alto. C’è parecchia neve e più saliamo verso nord e più il bianco la fa da padrone. All’atterraggio un piccolo brivido, con l’aereo che oer un attimo perde aderenza, e  poi finalmente comincia questa nuova avventura.

Facciamo colazione, noleggiamo l’auto e partiamo. La temperatura (-2°) è accettabile e il paesaggio che ci circonda è fiabesco. Aleberi innevati fino alle cime, distese piene di neve e piccole case sparse tra i boschi. Ci dirigiamo verso ovest per ragigungere Ribe, laccitadina più vecchia di tutto lo stato. Le strade sono ancora innevate e sembra proprio che abbia nevicato nella notte. In circa un ora di macchina arriviamo alla piccola cittadina, parcheggiamo e ci addentriamo tra le vie. Raggiungiamo la chiesa e decidiamo di salire sulla cima del campanile per dare un occhiata al paesaggio dall’alto. Gli scalini sono tantissimi, ma la fatica per la salita viene ripagata dalla vista della piana che arriva fino al mare. Dopo la visita ci concediamo una lunga passeggiata nella via principale del centro e stuzzichiamo un hot dog per mettere a tacere la fame. Dopo lo spuntino ci mettimao di nuovo in auto per raggiungere Odense. Lungo il tragitto ci fermiamo a Kolding per un immenso panino e giunti ad Odense andiamo passiamo in hotel a posar ele valige per recarci subito in centro città. Non è molto esteso, ma la parte più carina è pedonale. Ci sono numerosi cafè, pub e negozi. Molto carino il municipio e qualche fontata e scultura lungo la via principale. Il freddo punge e ci rinchiudiamo in un pub a sorseggiare una buona birra locale.

In poco tempo le vie si svuotano, ci ritroviamo soli e con il freddo molti cafè sono già chiusi prima delle 22. Sembra proprio che la gente si sia rintanata dentro casa. Facciamo ancora qualche passo per poi tornare anche noi. La temperatura segna -2 c°. Una volta al calduccio, do una sfogliata ai deplian che ci ha fornito l’hotel e capisco che la vera e unica attrazione della città sia la vita di Christian Andersen e tutto quello che riguardava la sua vita. Ci sono svariati musei a lui dedicati e un paio di chiese gotiche e romaniche.

Al mattino facciamo una veloce colazione e partiamo subito in direzione Copenaghen. Ad un centinaio di km dall’arrivo, passiamo su lunghissimo ponte che unisce le due regioni danesi di Syddanmark e Sjaelland. Sotto di noi una vista mozzafiato con il mare agitato, qualche grossa nave cargo e delle grosse pale eoliche con le fondamenta piantate sott’acqua. Il ponte per il primo tratto ha i piloni in mare, poi si appoggia su un isolotto con un bellisimo faro, per poi continuare la sua strada con due grosse arcate piene di tiranti.

Poco dopo ci fermiamo per una sosta a Trellenborg, per dare un occhiata al sito vichingo meglio conservato di tutta la Danimarca. Le visite sono chiuse, dato il periodo invernale ma il cancello per accedere all’area è semiaperto. Così decidiamo di andare a dare un occhiata. Dopo un lungo cammino caratterizzato dal vento gelido che ci taglia il viso, arriviamo a questa conca circolare eretta su un terrapieno a modo di fortezza. Al suo interno ormai ci sono solo dei sassi che disegnano il perimentro dei quattro quadranti su cui erano erette le fortezze. Al di fuori della conca vi è la riproduzione con materiali originali di una di queste abitazioni e un piccolo villaggio che in estate ospita turisti in una tipica ambinetazione vichinga. In questo periodo tutto tace e si gela!

Con un buon passo giungiamo a Copenaghen nel primo pomeriggio, giusto in tempo per visitare Tivoli, un grosso parco diveritmenti, che sembra essere la maggiore attrazione della città. Al suo interno l’atmosfera di festa è molto piacevole, giochi di luci e colori scaldano l’aria che con il buio si fa davvero elettrizzante. Alla scomparsa dell’ultimo raggio di sole una squadra di fuochisti da il via allo spettacolo giornaliero di fuochi di artificio. Il parco va via via sempre di più a riempirsi di famiglie e ragazzi fino all’estrema saturazione. Lo giriamo tutto per poi uscire e dirigersi verso il centro. Prima però non possiamo mancare la visita di Cristiania. Non ero a conoscienza di questo stato anarchico riconosciuto dallo stato danese. All’interno della sua capitale, la Danimarca ospita un piccolo quartiere dai confini ben definiti, con la sua bandiera nazionale, la sua squadra di calcio, il suo popolo e le sue NON leggi. In realtà questo esperimento ha dimostrato che una serie di regolamentazioni ci devono essere per permettere ad una piccola società di sopravvivere. Al suo interno è vietato fare foto (è veramente un peccato) e ovunque ci sono i simboli dei 3 comandamenti di Cristiania: non alle droghe pesanti, no alle risse, no alle armi! Tutto il resto è più o meno ammesso. La comunità al suo interno gestisce qualche bancarella, qualche cafè/birreria e un ristorante. Ad ogni angolo ci sono grossi bidoni con fuochi ardenti che servono a scaldare le ossa spezzate dal freddo molto rigido. E’ tutto poco illuminato e si ha la sensazione di essere molto lontani rispetto ad una capitale del nord Europa. Sicuramente la visita a Cristiania è uno dei maggiori punti di interesse artistico e culturale di tutto lo stato. Dubito che potrà durare ancora molto, visto gli interessi e i privilegi che il popolo ha ripsetto ai cittadini normali che pagano tasse e servizi. Comunque un luogo davvero affascinante.

Contrariamente al via vai di persone presenti a Cristiania, lungo le vie del centro non c’è anima viva, così mangiamo a orari nordici e ci chiudiamo in un pub a sorseggiare un drink. La mattina seguente torniamo a dare un occhiata a Cristiania di giorno, visitiamo qualche chiesa, appurando che da queste parti molte chiudono nei mesi invernali non permettendo alcuna visita. La cattedrale di Copenaghen è aperta ai turisti ma più che una chiesa del 1100 sembra un cubo di cemento armato kitch degli anni ’50; pare che numerosi incendi l’abbiamo più volte distrutta.

Nel pomeriggio prenotiamo un bistrot per il cenone di capodanno e ce ne torniamo in hotel per un riposino. Alle 20.30 siamo di nuovo a spasso e andiamo a cena con l’obiettivo di festeggiare la mezzanotte nella piazza principale della città. La cena è piacevole e abbondante e finiamo giusto in tempo per pagare e trasferirci in piazza. Conto alla rivescia e siamo nel 2010. Impazza il delirio, i fuochi di artificio sono bellissimi e non finiscono più... Sembra che tutta la città si sia improvvisamente risvegliata e tutte le persone che sembravano essere sparite ora sono per le strade a festeggiare. In lontananza si sentono parecchie sirene e la quantità di fuochi di artificio lanciati in tutte le direzioni mi fanno capire che la notte di capodanno da queste parti è vissuta con totale follia. Per la quantità di esplosioni e sirene che si sentono sembra di stare a Bagdad. La gente ora sparisce nuovamente e si rintana  nelle case e nei locali. I fuochi invece non cessano mai. Il freddo non aiuta e anche noi continuamo a brindare al caldo.

Il primo gennaio lo dedichiamo al riposo e la sensazione di svegliarsi con il sole ormai calato è davvero strana. Ci rimane giusto il tempo per bere qualcosa, fare una passeggiata e cenare ad un ristorante Thailandese. Nel frattempo il clima si fa sempre più rigido e arriva aria di neve mentre noi andiamo a dormire.

Al risveglio c’è un sottile strato di neve che ricopre tutta la città. Con le strade e palazzi innevati facciamo una ricca colazione e saliamo in macchina per raggiungere Mont Klint a circa 150 km a sud di Copenaghen. Nell’unica scogliera e altura rilevante della Danimarca, c’è un massiccio di gesso a strapiombo sul mare. Il vento è fortissimo ma la visita è molto bella. Dopo qualche scatto scendiamo anche la scalinata che porta alla spiaggia sottostnate che è famosa per la quantità di fossili presenti. Sfortunatamente il mare mosso e l’alta marea non permettono di arrivare in spiaggia, così ci godiamo qualche minuto di mare in tempesta e risaliamo il monte. Lungo la strada per tornare in città abbiamo il tmepo per fare un ricco pranzo nella cittadina di Stege e per finire andiamo al museo di arte moderna a 30 km a nord di Copenaghen.

Il mattino seguente ci svegliamo presto per cominciare il ritorno verso Billund, dove una coppia di amici, ha l’aereo per tornare in Italia. La macchina però non vuole saperne di partire e sembra che abbia la batteria a terra. Il tempo ci mette del suo e comincia a nevicare. Dopo svariati tentativi a spinta, ormai tutto sporco di fango e neve, cerchiamo un meccanico. Fortunatamente, dopo che ci si prospettava una spesa esorbitante, riusciamo a contattare l’assistenza europcar, che in 15 minuti ci risolve il problema. Siamo finalmente in marcia, anche se ormai parte del programma non è più percorribile. Optiamo per una sosta intermedia subito dopo il The Great Belt Bridge. La cittadina di Nyborg è davvero carina e dopo un ricco pranzo durante una copiosa nevicata ci godiamo un tramonto fantastico sul mare. Il resto del tmepo lo passiamo in auto a vedere il termometro scendere fino a raggiungere i -13 C° nei dintorni di Billund. Lasciamo gli amici in aeroporto e raggiungiamo Arhus. Il freddo è veramente tanto ma non ci impedisce di fare una passeggiata in questa cittadina dove viene confermata l’usanza nordica per il quale, almeno in inverno, in giro di sera non c’è un anima.

Al mattino è decisamente più vivace, piena di giovani e di cafè e negozi finalemente aperti. Visitiamo la Kirke della città e ci spostiamo per il pranzo a Silkeborg. Effettivamente come descritto dalla Lonely Planet, questa cittadina è diversa da tutte le altre. Si trova in mezzo a laghi, boschi e colline, che fino ad ora non avevamo mai visto. Il centro è piccolo ma perfetto per una rapida visita e il pranzo. Per digerire ci concediamo una lunga passeggiata tra boschi e laghi per poi puntare nuovamente a Billund e terminare la nostra avventura in terra Danese.


Foto su www.ferrazziphoto.com
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